Chi siamoChi_siamo.htmlChi_siamo.htmlshapeimage_1_link_0
I nostri serviziI_nostri_servizi.htmlI_nostri_servizi.htmlshapeimage_2_link_0
ContattiContatti.htmlContatti.htmlshapeimage_6_link_0
RisorseRISORSE.htmlRISORSE.htmlshapeimage_7_link_0
ARKYMAHome.htmlHome.htmlshapeimage_8_link_0
STUDIO DI PROGETTAZIONEHome.htmlHome.htmlshapeimage_9_link_0
 
chi siamohttp://www.arkyma.com/Arkyma/Chi_siamo.htmlhttp://www.arkyma.com/Arkyma/Chi_siamo.htmlshapeimage_12_link_0

Domande frequenti in Acustica ambientale

Il DPCM 5-12-1997 è ancora in vigore dopo le Leggi Comunitarie 2008 e 2009?

Sì. Il DPCM 5-12-1997, non è stato abrogato dalle leggi comunitarie e resta in vigore.

Le Leggi Comunitarie  indicano solo che il DPCM 5-12-1997 non trova applicazione nei rapporti tra privati. Niente viene specificato in merito ai rapporti tra costruttori e Pubblica Amministrazione. I Comuni quindi devono richiedere la certificazione del rispetto dei limiti di legge al titolare del permesso di costruire. Si evidenzia che se il Comune non farà tale richiesta, con molta probabilità gli acquirenti di immobili che riscontreranno difformità nell’isolamento dai rumori nei propri appartamenti cercheranno di rivalersi sull’ente pubblico.

Si suggerisce particolare cautela ai “tecnici abilitati” che dovranno asseverare i lavori a regola d’arte. Si sconsiglia una asseverazione priva di misure fonometriche.


Cosa indicano le Leggi Comunitarie 2008 e 2009?

Le Leggi comunitarie 2008 (Legge 7 luglio 2009 n. 88) e 2009 (Legge 4 giugno 2010, n. 96) sono provvedimenti che hanno indicato la necessità di riscrivere l’attuale legislazione italiana inerente l’acustica per uniformarsi alle indicazioni della direttiva comunitaria 2002/49/CE.

La Legge Comunitaria 2009 specifica che, in attesa dell’emanazione di un nuovo decreto sui requisiti acustici passivi, le indicazioni del DPCM 5-12-1997 non trovano applicazione nei rapporti tra privati e, in particolare, nei rapporti tra costruttori-venditori e acquirenti di alloggi, fermi restando gli effetti derivanti da pronunce giudiziali passate in giudicato e la corretta esecuzione dei lavori a regola d’arte asseverata da un tecnico abilitato.


Cosa è la classificazione acustica degli edifici?

A luglio 2010 è stata emanata la norma tecnica UNI 11367. Questo documento definisce una procedura per classificare acusticamente le unità immobiliari sulla base di misure fonometriche eseguite a fine lavori. Ogni appartamento viene caratterizzato con 5 classi acustiche, una per ogni tipologia di rumore (rumori aerei, calpestio, isolamento di facciata, rumori da impianti a funzionamento continuo e discontinuo). Dalle 5 classi è possibile ricavare un’unica classe acustica globale.


La classificazione acustica degli edifici è obbligatoria?

No. Attualmente (Dicembre 2011) la norma tecnica UNI 11367 non è richiamata in alcun documento legislativo. Pertanto l’applicazione delle classi acustiche è volontaria. Il rispetto di una specifica classe acustica diventa obbligatorio per chi realizza l’immobile solo se riportato all’interno del contratto tra privati.


Quali sono le “relazioni di acustica” richieste dai Comuni ai professionisti?

I Comuni possono richiedere ai professionisti e alle imprese di costruzione 3 differenti tipi di relazioni sul tema dell’acustica. Valutazioni di impatto acustico, valutazioni di clima acustico, valutazioni dei requisiti acustici passivi degli edifici. Ogni relazione ha un significato ben preciso, spiegato nelle FAQ seguenti.


Cosa sono le valutazioni di requisiti acustici passivi degli edifici?

Una verifica dei requisiti acustici passivi consiste nel determinare se un edificio di nuova costruzione rispetta specifici valori limite di isolamento dai rumori. In particolare attualmente in Italia sono in vigore i limiti definiti nel DPCM 5-12-1997 “Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici”. Il Decreto definisce le prestazioni che devono possedere gli edifici in merito a:

·       Isolamento dai rumori aerei tra differenti unità immobiliari

·       Isolamento dai rumori esterni

·       Isolamento dai rumori di calpestio

·       Isolamento dai rumori di impianti a funzionamento continuo

·       Isolamento dai rumori di impianti a funzionamento discontinuo.

Come posso valutare i requisiti acustici passivi di un edificio?

I requisiti acustici passivi possono essere calcolati analiticamente e/o misurati in opera. Si evidenzia però che i limiti indicati nel DPCM sono riferiti alle strutture in opera e all’edificio ultimato. Pertanto la sola relazione di calcolo previsionale non può di fatto garantire il rispetto dei limiti definiti dal Decreto.


Cosa deve contenere una relazione di requisiti acustici passivi degli edifici?

Non vi sono prescrizioni legislative nazionali inerenti cosa debba essere riportato in una relazione di calcolo previsionale di requisiti acustici passivi. Come indicazioni di carattere generale ANIT propone di inserire sempre nella relazione:

·  una accurata descrizione dell’edificio e dei sistemi costruttivi adottati

·  i modelli di calcolo previsionale utilizzati e i risultati dei calcoli

·  tutte le indicazioni di corretta posa in opera di materiali e sistemi costruttivi

·  indicazioni inerenti quali fasi del processo edilizio dovranno essere verificate in cantiere.


Quali opere richiedono valutazione di requisiti acustici passivi e quali sono i limiti da rispettare?

La tabella che segue riporta i limiti da rispettare suddivisi per categorie di edifici:















Chi può redigere relazioni di requisiti acustici passivi degli edifici?

Secondo quanto indicato in un documento emanato  dal Ministero dell’Ambiente il 28 maggio 1998 (cfr. sezione Leggi del sito ANIT) qualsiasi “progettista edile” può redigere le relazioni di calcolo  previsionale dei requisiti acustici passivi. Si raccomanda però di verificare eventuali indicazioni riportate in Leggi Regionali o Regolamenti Edilizi comunali (ad esempio nelle Marche la DGR 809 del 2006 indica che i progetti devono essere redatti da tecnici competenti in acustica ambientale).

Le misure in opera devono invece essere eseguite da un tecnici competenti in acustica ambientale.


Cosa sono le valutazioni di clima acustico?

Le verifiche di clima acustico hanno lo scopo di valutare quanto è la rumorosità presente in un’area prima di realizzare una nuova opera. Servono quindi per valutare se l’area è compatibile con la nuova costruzione e prevedere eventuali opere di mitigazione dei rumori.


Quali opere richiedono valutazione di clima acustico?

Secondo l’art. 8 comma 3 della L. 447 del 1995, bisogna redigere una valutazione previsionale di clima acustico per le aree interessate alla realizzazione di:

·       scuole e asili nido;

·       ospedali;

·       case di cura e di riposo;

·       parchi pubblici urbani ed extraurbani;

·  nuovi insediamenti residenziali prossimi alle opere che richiedono valutazione di impatto acustico.


Cosa deve contenere una relazione di clima acustico?

Le relazioni di clima acustico devono essere redatte seguendo le indicazioni riportate nelle Leggi e Delibere regionali (ad es. per la Lombardia D.G.R. 8313 del 2002).


Chi può redigere relazioni di clima acustico?

Le relazioni di clima acustico devono essere redatte da tecnici competenti in acustica ambientale.


Cosa sono le valutazioni di impatto acustico?

Le valutazioni di impatto acustico consistono in sostanza nel prevedere quanto rumore potrà generare una nuova opera e se tale rumore potrà disturbare eventuali recettori sensibili, superando specifici limiti di legge. I limiti di rumore da rispettare sono definiti nei decreti attuativi della L. 447 del 1995.


Quali opere richiedono valutazione di impatto acustico?

Secondo la Legge quadro 447 del 1995 devono essere sottoposte a valutazione di impatto acustico (art. 8):

·     aeroporti, aviosuperfici, eliporti;

·     strade di tipo A (autostrade), B (strade extraurbane principali), C (strade extraurbane secondarie), D (strade urbane di scorrimento), E (strade urbane di quartiere) e F (strade locali)

·     discoteche;

·     circoli privati e pubblici esercizi ove sono installati macchinari o impianti rumorosi;

·      impianti sportivi e ricreativi;

·      ferrovie ed altri sistemi di trasporto collettivo su rotaia.

Le opere devono essere sottoposte a valutazione sia che vengano realizzate ex-novo, sia che vengano modificate o potenziate.

Inoltre devono contenere una documentazione di previsione di impatto acustico:

·   le domande per il rilascio di concessioni edilizie relative a nuovi impianti ed infrastrutture adibiti ad attività produttive, sportive e ricreative e a postazioni di servizi commerciali polifunzionali, dei provvedimenti comunali che abilitano alla utilizzazione dei medesimi immobili ed infrastrutture

·    le domande di licenza o di autorizzazione all'esercizio di attività produttive


Cosa deve contenere una relazione di impatto acustico?

Le relazioni di impatto acustico devono essere redatte seguendo le indicazioni riportate nelle Leggi e Delibere regionali (ad es. per la Lombardia D.G.R. 8313 del 2002).


Chi può redigere relazioni di impatto acustico?

Le relazioni di impatto acustico devono essere redatte da tecnici competenti in acustica ambientale.


Chi è il tecnico competente in acustica ambientale?

Il tecnico competente in acustica ambientale, secondo la Legge 447 del 1995 Legge quadro sull’inquinamento acustico (art. 2, comma 6), è “la figura professionale idonea ad effettuare le misurazioni, verificare l'ottemperanza ai valori definiti dalle vigenti norme, redigere i piani di risanamento acustico, svolgere le relative attività di controllo”.


Come si diventa tecnici competenti in acustica ambientale?

È necessario presentare una apposita domanda all'assessorato regionale competente in materia ambientale corredata da documentazione comprovante l'aver svolto attività, in modo non occasionale, nel campo dell'acustica ambientale da almeno quattro anni per i diplomati e da almeno due anni per i laureati o per i titolari di diploma universitario.

Le singole Regioni hanno legiferato in maniera differente in merito alle modalità di presentazione delle domande ed alle valutazioni delle stesse. Tutte le informazioni in merito possono essere reperite consultando i siti internet delle Regioni.
Nella maggioranza dei casi si tratta di presentare all’ufficio predisposto un elenco dei lavori svolti, negli anni precedenti, in affiancamento a un tecnico competente. Ad ogni tipologia di lavoro è associato un punteggio e la somma dei punti deve superare, per ogni anno, un certo valore minimo. In alcune Regioni l’aver partecipato a determinate tipologie di corsi di formazione in acustica contribuisce al raggiungimento del punteggio minimo.


Un tecnico competente iscritto nell’elenco di una specifica Regione può operare in tutta Italia?

Sì. Il DPCM 31-03-1998 riporta che “la domanda deve essere presentata all'assessorato preposto all'ambiente della regione di residenza” e che “la regione equipara il riconoscimento effettuato da altre regioni e permette, sul proprio territorio, l'esercizio dell'attività di tecnico competente ai possessori dei relativi attestati”.



contattishapeimage_16_link_0

Disposizione dichiarata incostituzionale!

Vai alla sentenza

Studio Arkyma, Via Lepontina 1, 20159 Milano, Italy

Tel. +39 392 6625312 - studio.arkyma@gmail.com